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	<title>Informa EDA Veneto</title>
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		<title>L’artigianato artistico: imparare l’arte di soffiare il vetro</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Mar 2012 11:01:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Istituto</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Soffiatori di vetro]]></category>
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		<description><![CDATA[Il progresso tecnologico e l’informatizzazione del lavoro hanno portato enormi vantaggi in termini di velocità e di entrate ma hanno anche generato un triste abbandono delle tradizioni che, per via dell’informatica e della globalizzazione, stanno tristemente scomparendo. Esistono molti tipi di tradizioni: ci sono le tradizioni linguistiche, quelle culinarie ed, infine, le tradizioni legate ad [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-89" title="L’artigianato artistico: imparare l’arte di soffiare il vetro" src="http://www.informaedaveneto.it/wp-content/uploads/2012/04/vetro-da-modellare-300x200.jpg" alt="Soffiare il vetro a Venezia" width="300" height="200" /><strong>Il progresso tecnologico e l’informatizzazione del lavoro hanno portato enormi vantaggi in termini di velocità e di entrate ma hanno anche generato un triste abbandono delle tradizioni che, per via dell’informatica e della globalizzazione, stanno tristemente scomparendo. Esistono molti tipi di tradizioni: ci sono le tradizioni linguistiche, quelle culinarie ed, infine, le tradizioni legate ad un mestiere.</strong></p>
<h2>I soffiatori di vetro più bravi del mondo</h2>
<p>Ci sono, in effetti, antichi lavori che per secoli hanno rappresentato l’identità di un territorio e di un popolo e che, oggi, rischiano di scomparire per sempre. Tra i tanti lavori che corrono questo pericolo ce n’è uno, in particolare, che rappresenta la storia e l’arte di un intero territorio. Si tratta del mestiere di soffiatore di vetro che, ancora oggi, è presente in alcune regione del nord, in particolare a Venezia. Proprio nella celebre laguna, infatti, risiedono i più antichi e bravi soffiatori di vetro del mondo che producono, vendono, ed esportano le loro creazioni ovunque. I soffiatori di vetro più famosi del mondo sono quelli residenti a Murano. E’ qui, infatti, che sono prodotti alcuni degli oggetti in vetro più belli ed importanti: dai lampadari alle lampade, passando per le bomboniere e gli oggetti d’arredo, tutto ciò che qui è realizzato con il vetro rappresenta una vera e propria opera d’arte, il cui valore è destinato ad aumentare proprio a causa del fatto che i maestri soffiatori sono in diminuzione. La tecnica dei maestri soffiatori è apparentemente semplice ma, in realtà, ciascuno di loro conosce strategie e segreti del mestiere che rendono le proprie creazioni sempre diverse da quelle dei propri colleghi. La tecnica per realizzare un oggetto in vetro soffiato è, in linea di massima, sempre la stessa: il maestro, infatti, prende un pezzo di pasta vetrosa e lo fonde e inizia a soffiare nel vetro per modellare la pasta a seconda dell’oggetto che deve realizzare.</p>
<h2>Tecniche e strumenti dei soffiatori di vetro</h2>
<p>Quando si crea un oggetto con il vetro soffiato, innanzitutto il maestro mette in un forno una pasta vetrosa che, una volta fusa, viene prelevata dall’artigiano per mezzo di un bastone di metallo. In base alla grandezza e alla complessità dell’oggetto che intende produrre, il maestro ripete l’operazione nel forno fino a tre o quattro volte. La messa in forno del vetro, chiamata anche levata, rappresenta un momento fondamentale per la corretta creazione del prodotto. Una volta fuso, il vetro viene soffiato dall’artigiano che – simultaneamente – può installare nell’oggetto anche altri elementi, come piedi o becchi. L’aggiunta di questi elementi, tuttavia, deve essere effettuata quando il vetro è ancora caldo e l’artigiano può inserirli utilizzando delle micro bolle realizzate con il ferro metallico bollente. Ogni aggiunta secondaria, quindi, va realizzata a caldo prima che il vetro si solidifichi. A seconda dell’oggetto che si deve realizzare, poi, l’artigiano utilizza strumenti diversi. Se deve produrre un vaso in murano, ad esempio, si utilizza la strozzatura che serve proprio per realizzare l’apertura dei vari o la forma ad imbuto delle bottiglie. In definitiva, per imparare l’antico mestiere di soffiatore del vetro è fondamentale seguire un maestro maturo che trasmette tecniche e segreti del mestiere.</p>
<p>Foto: Moreno Novello &#8211; Fotolia</p>
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		<title>L’osservatorio regionale veneto immigrazione</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Mar 2012 10:49:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Osservatorio regionale]]></category>
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		<description><![CDATA[Nel 2007, in Veneto, è nato l’osservatorio veneto immigrazione. Si tratta di un organo attivato e gestito prevalentemente dalla Regione Veneto che nasce con l’obiettivo di raccogliere e controllare i dati relativi ai cittadini stranieri che si stanziano in questa regione. L’osservatorio raccoglie i dati relativi ai cittadini stranieri e – periodicamente – li confronta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-84" title="L’osservatorio regionale veneto immigrazione" src="http://www.informaedaveneto.it/wp-content/uploads/2012/04/ragazza-alla-pari-300x200.jpg" alt="Dove lavorano gli immigrati" width="300" height="200" /><strong>Nel 2007, in Veneto, è nato l’osservatorio veneto immigrazione. Si tratta di un organo attivato e gestito prevalentemente dalla Regione Veneto che nasce con l’obiettivo di raccogliere e controllare i dati relativi ai cittadini stranieri che si stanziano in questa regione. L’osservatorio raccoglie i dati relativi ai cittadini stranieri e – periodicamente – li confronta con gli osservatori delle altre regioni italiane.</strong></p>
<h2>I compiti dell’osservatorio regionale veneto immigrazione</h2>
<p>Quello dell’osservatorio regionale veneto è un lavoro di costante analisi dei flussi migratori e – in generale – della vita dei cittadini stranieri in Italia. L’osservatorio, infatti, si occupa di osservare le diverse modalità attraverso le quali i cittadini si stanziano nella regione. Di conseguenza, l’osservatorio controlla la soluzione abitativa trovata dai cittadini immigrati, la situazione lavorativa e l’eventuale situazione educazionale e professionale dei figli degli immigrati. I compiti dell’osservatorio, tuttavia, spaziano molto. Periodicamente, infatti, quest’organo realizza una serie di eventi, convegni e ricerche attraverso le quali analizza di volta in volta, la situazione degli immigrati residenti in Italia. Uno dei temi più discussi durante l’ultimo triennio, ad esempio, ha riguardato la percentuale di disoccupati inerente i cittadini stranieri. Da questa ricerca, tuttavia, è emerso che – nonostante la crisi – la percentuale di disoccupati tra i cittadini stranieri è in diminuzione rispetto a quella che interessa i cittadini italiani. A differenza degli italiani, infatti, gli stranieri dimostrano di sapersi adeguare a qualsiasi tipo di attività e – spesso &#8211; proprio grazie a loro alcune attività continuano ad andare avanti. Ci sono mestieri, infatti, che gli italiani non vogliono più fare: lavorare nei campi, nel settore dell’idraulica o della falegnameria. Lavori per i quali non è necessario possedere un titolo di studio ma che, nonostante questo, vengono snobbati dagli italiani. Gli stranieri, invece, non avendo particolari pretese ma solo l’esigenza di lavorare ed andare avanti si adeguano a fare tutto e spesso trovano lavoro prima degli italiani.</p>
<h2>Dibattiti e ricerche dell’osservatorio</h2>
<p>Il dato poco confortante, invece, è quello che riguarda le modalità di lavoro messe in opera con gli stranieri. Spesso, infatti, gli immigrati lavorano in nero e sono sottopagati pur svolgendo una giornata lavorativa piena. Tra le ricerche condotte dall’osservatorio regionale veneto immigrazione, poi, ce ne sono molte relative alle donne immigrate e alle difficoltà che queste trovano nella ricerca di un lavoro. Più degli uomini, infatti, le donne subiscono il lavoro nero in modo particolare nell’ambito della vita domestica. Spesso, infatti, le donne immigrate trovano lavoro come badanti o colf ma, nella maggior parte dei casi, vengono assunte in nero. Uno dei prossimi temi che andranno affrontati dall’osservatorio regionale veneto immigrazione, infatti, riguarda proprio le modalità di assunzione lavorativa dei cittadini immigrati. Secondo i ricercatori dell’osservatorio, infatti, il fenomeno del lavoro nero va combattuto e controllato per garantire maggiore tutela a questi cittadini. I lavori dell’osservatorio sono approvati con un piano di programmazione realizzato ogni tre anni e, al momento, la pianificazione è stata attuata fino alla fine del 2012. Infine, l’osservatorio mette a disposizione dei cittadini immigrati un numero verde e uno sportello informativo sempre attivi.</p>
<p>Foto: jeremias münch &#8211; Fotolia</p>
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		<title>L’occupazione degli stranieri in Veneto</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 10:38:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Istituto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Periodicamente l’Istat pubblica delle statistiche che riguardano la percentuale dei cittadini stranieri che lavorano in Italia. L’ultima ricerca pubblicata, mostra un quadro molto dettagliato e utile per costruire un piccolo identikit del lavoratore immigrato in Italia. Secondo l’Istat in Italia lavorano oltre un milione di cittadini stranieri e la maggior parte di questi risiedono al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-80" title="L’occupazione degli stranieri in Veneto" src="http://www.informaedaveneto.it/wp-content/uploads/2012/04/Lavoratori-italiani-300x250.jpg" alt="Dove vanno a lavorare gli stranieri" width="300" height="250" /><strong>Periodicamente l’Istat pubblica delle statistiche che riguardano la percentuale dei cittadini stranieri che lavorano in Italia. L’ultima ricerca pubblicata, mostra un quadro molto dettagliato e utile per costruire un piccolo identikit del lavoratore immigrato in Italia. Secondo l’Istat in Italia lavorano oltre un milione di cittadini stranieri e la maggior parte di questi risiedono al Nord.</strong></p>
<h2>Gli immigrati maschi lavorano di più</h2>
<p>Sono gli uomini, secondo l’Istat, quelli ad essere più occupati in Italia. Circa l’80% della popolazione straniera che lavora, infatti, è di genere maschile e ha residenza in una delle regioni settentrionali del belpaese. Secondo l’Istat, infatti, la maggior parte degli immigrati si ferma delle regioni meridionali per un periodo di tempo breve che, spesso, è quello necessario a spostarsi verso il nord. Nel mezzogiorno, in effetti, la percentuale dei lavoratori stranieri è particolarmente bassa (circa l’11%) rispetto alle regioni del nord (oltre il 60%). La situazione, tuttavia, è decisamente peggiore per le donne che &#8211; sia straniere che italiane &#8211; vivono in Italia una situazione difficile dal punto di vista lavorativo. In particolare al sud, la condizione occupazionale delle donne è preoccupante rispetto a quella delle coetanee del nord. La maggior parte delle donne immigrate, in realtà, trova un’occupazione in ambito domestico come badante, colf e – quasi sempre – si tratta di impieghi che non sono regolari. Gli immigrati maschi, invece, raramente trovano occupazioni in ambito domestico ma, più frequentemente, lavorano in piccole e medie industrie.</p>
<h2>Gli immigrati che lavorano in Veneto</h2>
<p>Secondo i dati rilevati nel 2011, tuttavia, l’occupazione degli stranieri è in calo. In modo particolare, i dati mostrano come nella regione Veneto sia sensibilmente diminuita la percentuale dei cittadini maschi immigrati che lavorano in piccole e medie imprese. La maggior parte degli immigrati che lavora in Veneto proviene dai paesi dell’est, in particolare dalla Romania. Questi immigrati hanno trovato e trovano tutt’ora occupazione soprattutto in piccole industrie nelle quali rivestono ruoli per cui non è necessario possedere titoli di studio o avere qualifiche particolari. In sostanza questi soggetti occupano posti che spesso non vengono presi in considerazione dai cittadini italiani, sempre più interessati alla carriera e a posti di prestigio. Nell’ultimo anno, tuttavia, la percentuale di occupati stranieri è diminuita sensibilmente anche nella regione Veneto. In particolare, sono diminuiti soprattutto gli immigrati occupati nel settore edile e in quello industriale. Questi settori, in realtà, sono quelli che più di altri cercano personale straniero e – di conseguenza – la diminuzione dei lavoratori in questi settori è particolarmente significativa per comprendere  come il fenomeno della disoccupazione prodotto e amplificato dalla crisi non conceda tregua in nessun ambito. Non va meglio, secondo le ultime ricerche, neanche l’impiego degli immigrati nel settore tessile mentre si mantiene stabile la percentuale delle donne straniere che operano nell’ambito dei servizi erogati alle piccole e medie imprese. Le previsioni, tuttavia, sembrano essere rassicuranti soprattutto per quanto riguarda l’impiego di immigrati maschi nel settore dell’edilizia. Stando ai dati, infatti, è prevista una ripresa di questo settore nel quale si cerca la manodopera straniera per la quale sono previsti, quasi sempre, contratti a tempo indeterminato.</p>
<p>Foto: Yuri Arcurs &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Percorsi di formazione alla cittadinanza attiva</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Jul 2011 08:47:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Istituto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Formazione ed Educazione]]></category>
		<category><![CDATA[Cittadinanza attiva]]></category>
		<category><![CDATA[Comunità Europea]]></category>
		<category><![CDATA[Corsi di Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Educazione civica]]></category>
		<category><![CDATA[Educazione stradale]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci sono molti percorsi di formazione dedicati alla cittadinanza attiva. Tra i più importanti ci sono gli ultimi organizzati e gestiti dalla comunità europea. Si tratta di percorsi di formazione che nascono con lo scopo di integrare sistemi educativi tradizionali e metodologie sempre più nuove ed innovative. A cosa serve la formazione alla cittadinanza attiva? [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-31" title="Formazione" src="http://www.informaedaveneto.it/wp-content/uploads/2011/12/Discipline-300x200.jpg" alt="Formazione interdisciplinare" width="300" height="200" /><strong>Ci sono molti percorsi di formazione dedicati alla cittadinanza attiva. Tra i più importanti ci sono gli ultimi organizzati e gestiti dalla comunità europea. Si tratta di percorsi di formazione che nascono con lo scopo di integrare sistemi educativi tradizionali e metodologie sempre più nuove ed innovative.</strong></p>
<h2>A cosa serve la formazione alla cittadinanza attiva? Parte I</h2>
<p>In Italia esistono moltissimi programmi dedicati alla formazione della cittadinanza attiva. La caratteristica di questi percorsi risiede nel loro carattere interdisciplinare. Nella maggior parte dei casi, infatti, questi corsi cercano di coniugare formazioni diverse: si fa dall’educazione stradale all’educazione ambientale passando per l’educazione civica. In linea di massima, questi percorsi dedicati alla formazione della cittadinanza attiva servono a formare cittadini consapevoli del sistema di leggi e regole che vigono all’interno della comunità a cui appartengono. Le modalità di apprensione di tali leggi sono numerose e si adattano alle esigenze temporali di tutti i cittadini.</p>
<h2>A cosa serve la formazione alla cittadinanza attiva? Parte II</h2>
<p>In Italia esistono numerose onlus dedicate alla cittadinanza attiva che hanno l’obiettivo di aiutare i cittadini a servirsi delle leggi per evitare di subire ingiustizie e, quindi, per non patire inutili sofferenze. Sono più di centocinquanta le onlus che ogni anno aiutano i cittadini a diventare consapevoli dei valori sociali e culturali esistenti nel loro paese di appartenenza. L’obiettivo di fondo di questa formazione, inoltre, è anche quello di educare i cittadini al comportamento che deve essere sempre corretto e rispettoso delle idee politiche, religiose e culturali altrui. Educare i cittadini a tutto questo è indispensabile per porre le basi della cittadinanza del futuro che dovrà essere necessariamente composta di individui in grado di avanzare e comunicare le proprie idee politiche ma soprattutto la propria individualità e il proprio ruolo all’interno di un gruppo. In sintesi l’educazione alla cittadinanza attiva è un sistema mirato a formare i cittadini del futuro, a renderli consapevoli e capaci di affermare la propria individualità sia che si trovino ad operare in maniera autonoma sia che si trovino a dover interagire e lavorare all’interno di un gruppo.</p>
<p>Foto: N-Media-Images &#8211; Fotolia</p>
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		<title>L’offerta formativa rivolta agli adulti nel territorio veneto e in Italia</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jul 2011 08:41:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Istituto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Formazione ed Educazione]]></category>
		<category><![CDATA[Cittadini stranieri]]></category>
		<category><![CDATA[Diploma maturità]]></category>
		<category><![CDATA[Formazione adulti]]></category>
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		<description><![CDATA[A volte può capitare di dover interrompere il proprio percorso di studi. I motivi di questa interruzione possono essere vari: salute, famiglia, svogliatezza, necessità di lavorare e di guadagnare subito. Così non è raro che molte persone sulla quarantina si ritrovino a sognare di riprendere i propri studi. La formazione Eda per gli adulti veneti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.informaedaveneto.it/wp-content/uploads/2011/07/adulti-300x200.jpg" alt="agli adulti" title="L’offerta formativa rivolta agli adulti nel territorio veneto e in Italia" width="300" height="200" class="alignleft size-medium wp-image-51" /><strong>A volte può capitare di dover interrompere il proprio percorso di studi. I motivi di questa interruzione possono essere vari: salute, famiglia, svogliatezza, necessità di lavorare e di guadagnare subito. Così non è raro che molte persone sulla quarantina si ritrovino a sognare di riprendere i propri studi.</strong></p>
<h2>La formazione Eda per gli adulti veneti</h2>
<p>Un tempo c’erano le scuole serali che consentivano agli adulti di conseguire la maturità. Oggi, accanto a queste scuole, sono nati molti istituti che si occupano dell’educazione degli adulti fino all’università e, in alcuni casi, anche nel post laurea. Nella regione Veneto già da qualche tempo è attivo l’Eda, un sistema che si occupa di tutte quelle persone che desiderano conseguire un diploma di maturità o specializzarsi in qualche professione. I corsi organizzati da questo sistema sono molteplici: si va dal diploma della scuola media a quello di maturità, passando per corsi di formazione professionale e seminari rivolti ai cittadini stranieri. L’Eda è un sistema a carico dell’amministrazione provinciale che, fra le altre cose, ha anche il compito di coordinare tutti gli istituti che si occupano della formazione serale per i cittadini. La cosa importante da sottolineare è che i corsi offerti dall’Eda sono gratuiti e solo nel caso delle scuole superiori si paga una tassa di iscrizione.</p>
<h2>La formazione per gli adulti in Italia</h2>
<p>In generale, in Italia esistono molti istituti che si occupano della formazione per adulti. Oltre alle tradizionali scuole serali disseminate da nord a sud del paese, infatti, ci sono anche delle università per adulti e degli istituti che dedicano la propria attività di ricerca all’importanza dell’educazione agli adulti. Nella maggior parte dei casi i programmi di formazione dedicati a chi ha interrotto gli studi sono gestiti dalla provincia. Questi sono anche i più frequentati dal momento che sono sempre organizzati e frequentati a titolo gratuito dai cittadini. Esistono, infine, delle università esclusive per adulti. Si tratta delle accademie di Ravenna e Faenza oltre che delle università telematiche che, negli ultimi anni, sono diventate il punto di riferimento principale delle tante persone adulte che sognano di riprendere gli studi interrotti e di iniziare una nuova carriera.</p>
<p>Foto: Robert Kneschke &#8211; Fotolia.com</p>
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		<title>La fondazione Erill</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Jul 2011 14:39:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Istituto</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Educazione Adulti]]></category>
		<category><![CDATA[Fondazione Erill]]></category>
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		<category><![CDATA[Verona]]></category>

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		<description><![CDATA[La fondazione Erill è nata con l’obiettivo di continuare il lavoro egregiamente avviato dall’Associazione per l’Educazione permanente degli Adulti di Verona. Entrambi gli istituti sono nati a Verona nel ’97 e hanno avuto come scopo la formazione delle persone adulte. I fondatori di Erill e gli obiettivi della fondazione La fondazione Erill è stata fondata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-18" title="Formazione" src="http://www.informaedaveneto.it/wp-content/uploads/2011/11/Educazione-300x300.jpg" alt="Formazione adulti" width="300" height="300" /><br />
<strong>La fondazione Erill è nata con l’obiettivo di continuare il lavoro egregiamente avviato dall’Associazione per l’Educazione permanente degli Adulti di Verona. Entrambi gli istituti sono nati a Verona nel ’97 e hanno avuto come scopo la formazione delle persone adulte.</strong></p>
<h2>I fondatori di Erill e gli obiettivi della fondazione</h2>
<p>La fondazione Erill è stata fondata grazie al contributo dell’amministrazione comunale della città di Verona, dell’accademia dell’agricoltura, della facoltà di lettere e filosofia, della facoltà di scienze e dell’intero consorzio universitario della città di Verona. L’istituto promuove progetti di ricerca mirati alla valorizzazione della formazione e dell’educazione degli adulti. Le ricerche, in genere, sono pubblicate e divulgate anche attraverso l’organizzazione di convegni e seminari. Lo spirito dei lavori prodotti dall’istituto Erill è anche quello di realizzare una biblioteca contenente tutti i testi e gli articoli pubblicati su temi che riguardano l’educazione delle persone adulte. Inoltre, la fondazione Erill mira alla divulgazione dell’importanza dei temi legati all’educazione degli adulti e cerca continuamente di instaurare nuove sinergie con altri istituti di ricerca ed associazioni sensibili a questo tema.</p>
<h2>Altri centri legati alla fondazione Erill</h2>
<p>I convegni e i seminari organizzati dalla fondazione Erill sono numerosi. Il Progetto Athenarum, ad esempio, è nato grazie alla collaborazione della fondazione con l’università di Verona ed ha come obiettivo la promozione della formazione per adulti interessati al lavoro di governo e di pubblica amministrazione. Questo progetto nasce con l’intenzione di favorire uno studio interdisciplinare riguardo al tema dell’educazione per adulti ponendosi come punto di riferimento delle regioni italiane ma anche dei paesi europei. La fondazione Erill, inoltre, attraverso il progetto Athenarum cerca di sottolineare l’importanza dell’educazione per gli adulti nati in paesi sottosviluppati come l’Africa. Un altro progetto importante promosso dalla Fondazione Erill riguarda il centro dedicato all’arte contemporanea. Si tratta di un’evoluzione del classico museo: non una semplice esposizione di opere ma una relazione sinergica basata sulla presenza di artisti ed espositori provenienti da tutto il mondo. Infine, tra i migliori progetti promossi dalla fondazione Erill c’è anche Archimemo, un importante archivio che ogni anno raccoglie centinaia di fascicoli che racchiudono le vite degli abitanti di Verona, dalle personalità illustri alla gente comune. Un grande archivio di vite che molto presto diventerà un’importante archivio per i ricercatori e gli studiosi di tutto il mondo.</p>
<p>Foto: Sander &#8211; Fotolia</p>
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		<title>L’educazione degli adulti</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Jun 2011 14:13:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Istituto</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Aristotele]]></category>
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		<category><![CDATA[Pedagogia]]></category>
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		<description><![CDATA[La formazione degli adulti ha un nome specifico: andragogia. Così come esiste un settore della formazione che si occupa esclusivamente della formazione dei bambini, la pedagogia, esiste anche un ambito formativo dedicato esclusivamente alle persone adulte. La storia dell’educazione degli adulti: la ricerca di Knowles L’educazione degli adulti è da sempre una tappa fondamentale nella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.informaedaveneto.it/wp-content/uploads/2011/11/Convegno-300x200.jpg" alt="Convegni educazione adulti" title="L’educazione degli adulti" width="300" height="200" class="alignleft size-medium wp-image-10" /><strong>La formazione degli adulti ha un nome specifico: andragogia. Così come esiste un settore della formazione che si occupa esclusivamente della formazione dei bambini, la pedagogia, esiste anche un ambito formativo dedicato esclusivamente alle persone adulte.</strong></p>
<h2>La storia dell’educazione degli adulti: la ricerca di Knowles</h2>
<p>L’educazione degli adulti è da sempre una tappa fondamentale nella formazione delle persone. Sin dai tempi di Aristotele e dei grandi pensatori dell’antica Grecia, infatti, gli insegnamenti fondamentali erano rivolti a persone adulte, non a bambini. Nel corso del tempo sono state numerose le teorie e le ricerche dedicate alla formazione degli adulti. Lo studio più importante, però, è senza dubbio quello realizzato da Malcom Knowles. Si tratta di una teoria sviluppata lungo sei tappe fondamentali: il bisogno di conoscere, il concetto di sé del discente, il ruolo dell’esperienza, la disponibilità ad apprendere, l’orientamento verso l’apprendimento e la motivazione. Il primo punto, il bisogno di conoscere, ha a che fare con un’esigenza propria della persona adulta che avverte la necessita di apprendere qualcosa. In questo caso l’apprendimento è consapevole e produce effetti molto vantaggiosi negli adulti che imparano pensando ai benefici che possono trarre da ciò che stanno acquisendo. Il secondo punto riguarda il concetto di sé del discente che non è altro che un sentimento di equiparazione che la persona adulta avverte tra sé e chi lo istruisce. Il terzo punto riguarda il ruolo dell’esperienza degli adulti che può avere sia conseguenze positive che negative. Tra gli effetti positivi della formazione agli adulti c’è sicuramente il vantaggio da parte di chi insegna di avere a che fare con persone consapevoli di voler imparare e quindi molto motivate. Tra gli effetti negativi, invece, c’è sicuramente il bagaglio di pregiudizi unito alla poca flessibilità mentale che differenzia in modo negativo un adulto da un bambino che apprende.</p>
<h2>La motivazione degli adulti che vogliono imparare</h2>
<p>Gli ultimi tre punti del percorso educativo di Knowles sono la disponibilità ad apprendere, l’orientamento verso l’apprendimento e la motivazione. In tutti e tre questi punti c’è un comune denominatore che riguarda l’atteggiamento del soggetto adulto che si pone in una condizione di grande volontà e motivazione verso il suo maestro.</p>
<p>Foto: endostock &#8211; Fotolia</p>
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		<title>La formazione superiore nel fondo sociale europeo FSE</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Jun 2011 14:24:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Istituto</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Corsi di Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[Fondo Sociale Europeo]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
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		<description><![CDATA[La formazione superiore nel fondo sociale europeo viene organizzata e gestita con i soldi della comunità europea e ha l’obiettivo di equiparare il livello di formazione, di occupazione e oltre che della qualità della vita dei cittadini che vivono nei vari paesi della comunità. In particolare, il fondo sociale europeo organizza il mondo del lavoro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.informaedaveneto.it/wp-content/uploads/2011/11/Paesi-membri-300x199.jpg" alt="Membri Unione" title="La formazione superiore nel fondo sociale europeo FSE" width="300" height="199" class="alignleft size-medium wp-image-14" /><strong>La formazione superiore nel fondo sociale europeo viene organizzata e gestita con i soldi della comunità europea e ha l’obiettivo di equiparare il livello di formazione, di occupazione e oltre che della qualità della vita dei cittadini che vivono nei vari paesi della comunità. In particolare, il fondo sociale europeo organizza il mondo del lavoro nei vari paesi membri dell’Europa.</strong></p>
<h2>Gli interlocutori del fondo sociale europeo</h2>
<p>La FSE si occupa di organizzare e gestire il lavoro e di aiutare a trovare occupazione ai cittadini membri della comunità. Questo fondo europeo, in particolare, è stanziato in modo agevole ai paesi che vertono in condizioni economiche più difficili dove – generalmente – anche i tassi di disoccupazione sono più elevati. Questi fondi servono a favorire la formazione dei cittadini europei al fine di adeguare le loro competenze professionali alle nuove figure di lavoro emerse negli ultimi anni. Il fondo sociale, tuttavia, non è rivolto solo al perfezionamento dei lavoratori, ma anche alla formazione dai datori di lavoro e, di conseguenza, anche dei manager che hanno bisogno di restare costantemente aggiornati sulle nuove tendenze dei prodotti e sugli andamenti dell’economia globale.</p>
<h2>Gli obiettivi del fondo sociale europeo</h2>
<p>Il fondo sociale europeo dovrebbe avere, quindi, l’obiettivo di evitare l’aumento della disoccupazione nei paesi membri della comunità e quello di favorire l’occupazione dei disoccupati già esistenti magari investendo nella loro formazione ed orientandola verso una delle professioni del futuro. Inoltre, il fondo sociale europeo è stato pensato soprattutto per venire incontro a quelle persone che vertono in condizioni di difficoltà e di disagio rispetto agli altri. Per loro, infatti, il fondo prevede dei programmi specializzami mirati al loro inserimento oltre che ad evitare la loro discriminazione nel mondo del lavoro e – in generale – nella società. Infine, l’obiettivo di questo fondo sociale europeo è quello di organizzare dei seminari, dei convegni e delle manifestazioni localizzate nei vari paesi e nelle regioni interne dei vari paesi per consentire alle persone di conoscere l’esistenza di questo strumento di formazione europeo e per aiutarle ad inserirsi nel mondo del lavoro con la formazione adeguata alle richieste sempre più nuove e sempre più settorializzate del mercato.</p>
<p>Foto: richterfoto</p>
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		<title>Informa Edaveneto: il progetto</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Jun 2011 14:01:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Istituto</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Istituto Erill]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Progetto Educazione Adulti]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Veneto]]></category>

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		<description><![CDATA[L’istituto Erill, importante centro di ricerca che si trova a Verona, da poco ha avviato le pratiche per realizzare un nuovo ed importante progetto realizzato dalla regione veneto. Si chiamerà Edaveneto ed avrà l’obiettivo di catalogare e schedare tutte le agenzie e le associazioni dedicate all’apprendimento e all’educazione dei residenti maggiorenni in Veneto. Edaveneto: gli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-6" title="Informa Edaveneto: il progetto" src="http://www.informaedaveneto.it/wp-content/uploads/2011/11/Ricerca1-300x262.jpg" alt="Formazione" width="300" height="262" /><strong>L’istituto Erill, importante centro di ricerca che si trova a Verona, da poco ha avviato le pratiche per realizzare un nuovo ed importante progetto realizzato dalla regione veneto. Si chiamerà Edaveneto ed avrà l’obiettivo di catalogare e schedare tutte le agenzie e le associazioni dedicate all’apprendimento e all’educazione dei residenti maggiorenni in Veneto.</strong></p>
<h2>Edaveneto: gli obiettivi del progetto</h2>
<p>Edaveneto è un progetto unico in Italia che sarà realizzato in linea con i parametri richiesti dall’Europa in tema di formazione e – in generale – in materia d’istruzione. Si tratta di una vera e propria piattaforma realizzata attraverso un sito web realizzato per il progetto che avrà annesso un motore di ricerca e una catalogazione da cui sarà possibile consultare tutte le agenzie e i programmi di formazione Eda presenti nelle varie città della regione. Dal sito web, inoltre, sarà possibile accedere ad altri siti web legati alla formazione e – in generale – alla cultura in Veneto. Il progetto Edaveneto nasce con l’obiettivo di mantenere la cultura al passo con i cambiamenti della società. In un mondo dominato sempre di più dalle tecnologie e dai nuovi mezzi di comunicazione, infatti, alcuni mestieri e professioni sono diventati obsoleti e hanno lasciato spazio all’emergenza di nuove professioni sempre più legate ad internet e – in generale – al mondo dell’informatica.</p>
<h2>Edaveneto e la formazione per adulti</h2>
<p>Questi cambiamenti sociali, dunque, pongono l’esigenza di formare continuamente i cittadini e di renderli competitivi di fronte alle nuove richieste del mondo del lavoro. Il progetto Edaveneto realizzato per la popolazione dell’omonima regione risponde proprio a questa esigenza di formazione continua e costante degli individui già entrati nel mondo del lavoro che hanno bisogno di adeguarsi alle nuove tecnologie e di apprendere nuove competenze professionali. La formazione del progetto Edaveneto prevede varie tipologie di corsi: alcuni saranno destinati a cui possiede già dei titoli di studio; altri, invece, a chi possiede già delle competenze professionali e desidera acquisirne delle nuove. In generale, tutti i corsi e i programmi di formazione previsti dal programma Edaveneto si rivolgono agli adulti, occupati e non, e si svolgono in orari serali per consentire a tutti di prendervi parte.</p>
<p>Foto: kabliczech &#8211; Fotolia</p>
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